Ecco qui la prima parte sui 5 fiori tipici del Giappone; i link alle parti seguenti sono in fondo. Escluso il numero tre, gli altri possono essere nomi femminili.

「花は桜木人は武士」

Fiore di ciliegio (桜 – Sakura)

Lo sapete, i fiori di ciliegio sono dappertutto in Giappone! Troverete ciliegi in fiore, interi rami o boccioli o petali, stilizzati su bento box, custodie dei telefoni, portachiavi, ventagli, etc… In più, fiore e foglia di ciliegio sono commestibili e li troverete in dolci al supermarket o al konbini. Nel corso dei secoli, è diventato il fiore d’elezione per lo hanami, insieme a pruni e glicini.

Il fiore di ciliegio si trova anche nel motto dei samurai, scritto qui sopra, (‘hana wa sakuragi hito wa bushi’ – tra i fiori il fiore di ciliegio, tra gli uomini il guerriero). Infatti il fiore di ciliegio esprime i sentimenti che governano la vita dei guerrieri: gloria sfolgorante in battaglia, ma passeggera. Ovvero, fioritura mozzafiato, ma di breve durata. In tempi più recenti, invece, il fiore di ciliegio fu utilizzato nella propaganda militare durante la seconda guerra mondiale. Tanto è vero che i piloti tenevano in cabina petali o piccoli rami di ciliegio e fiori venivano dipinti sulle fusoliere degli aerei. Ciò voleva paragonare i soldati, che avrebbero fatto il proprio dovere in battaglia, ai petali caduti dei fiori.

Crisantemo (菊 – Kiku)

Quando vedi i crisantemi, vuol dire che è arrivato l’autunno. Esistono circa millecinquecento varietà di crisantemo in Giappone, ognuna con forme e colori diversi.

Proprio perchè sboccia in autunno con i primi freddi, il crisantemo è considerato simbolo di vitalità e lunga vita. Per questo in passato è stato adottato negli stemmi delle famiglie aristocratiche e samurai, oltre che della famiglia imperiale. Inoltre oggi lo si trova anche sui passaporti, a simboleggiare l’intero Stato.

Seppure nato come fiore d’uso principalmente nei funerali, oggi è utilizzato per qualsiasi occasione. Anche il crisantemo, come il fiore di ciliegio, viene sfruttato in cucina, da solo (per esempio in tempura) o per accompagnare altri piatti.

Il crisantemo viene per lo più apprezzato nelle esibizioni, nei giardini e durante i festival. Esistono parecchie tecniche di crescita per far sviluppare il fiore in determinate forme. La più popolare è la choji, ovvero quando i petali del crisantemo crescono incurvati verso l’alto e l’interno, dando al fiore una forma tondeggiante che richiama la Luna piena. Nelle esibizioni, i crisantemi così formati vengono arrangiati a gruppi di tre, con il fiore centrale leggermente più alto dei due laterali. Questa composizione vuole rappresentare il rapporto e il legame degli esseri umani con la natura: il crisantemo centrale simboleggia il paradiso, quello a destra l’umanità e quello a sinistra la Terra.

Garofano (カーネーション – Kānēshon)

In Giappone il garofano è il simbolo della festa della mamma. A differenza di quel che accade in Europa, il garofano rosso simboleggia purezza e dolcezza. Infatti, mazzi di garofani rossi e attenzioni, come cucinare o riordinare casa per la mamma, sono i doni più popolari. 

La coltivazione del garofano fu introdotta in Giappone nel 1909 con semi provenienti dagli USA, diventando una delle più diffuse.

Se siete appassionati di TV giapponese, provate a cercare l’asadora Carnation, sulla vita della stilista Koshino Ayako, madre delle stiliste e designer Hiroko, Junko e Michiko.

Peonia (牡丹 – Botan)

La peonia non è originaria del Giappone, essendo stata importata dalla Cina da monaci buddhisti e utilizzata inizialmente in medicina. Troverete peonie nei pressi di molti templi e santuari giapponesi, come allo Hase-dera di Nara. Per chi vuole spingersi su sentieri insoliti, provate nelle prefetture di Shimane (Yuushien Garden) e Niigata. Non preoccupatevi se non capitate in primavera, perchè molti giardini hanno anche varietà invernali di peonia: la fioritura è ritardata apposta e le trovate sotto ripari di paglia.

La consuetudine di utilizzare la peonia nei tatuaggi deriva da alcuni dipinti ukiyo-e in cui giocatori d’azzardo venivano rappresentati col tatuaggio bene in vista. Da qui, la peonia tatuata simboleggia un modo di fare mascolino, avventato, amante del rischio, un po’ ribelle. Inoltre, la peonia serve a mitigare la forza dell’altro elemento (di solito un leone), a simboleggiare il rapporto tra Ying e Yang. Invece, in rappresentazioni floreali o pittoriche, la peonia è di buon auspicio e si identifica con la nobiltà d’animo. Non confondete!

Camelia (椿 – Tsubaki)

La leggenda giapponese più famosa sulla camelia è quella di Yamata no Orochi, demone a otto teste, che ogni anno divorava una ragazza offerta in sacrificio. Il dio Susanoo promise che, se avesse potuto sposare la principessa Inada, avrebbe salvato il paese preso di mira dal mostro. Dopo la lotta, il dio appoggiò la spada insanguinata sull’erba, dove nacquero fiori bianchi chiazzati di rosso. Quelle erano le camelie che simboleggiavano tutte le giovani sacrificate a Orochi.

Nonostante la camelia fosse apprezzata dall’aristocrazia giapponese, i samurai tendevano a non amarla molto. Infatti, diversamente dai fiori di ciliegio, i petali della camelia si staccano contemporaneamente quando il fiore appassisce, come una vita prematuramente spezzata.

Una varietà interessante di camelia è la meoto-tsubaki. Questo fiore ha due radici e un unico tronco, che, per quante volte possa appassire, riscrescerà sempre in questo modo. Questa camelia rappresenta la coppia, ovvero due corpi, ma un unico spirito. Si può trovare a Matsue, nella prefettura di Shimane, al santuario Yaegaki-jinja, dedicato al dio Susanoo e alla principessa Inada, famoso per la divinazione e la capacità di favorire gli incontri.

Della stessa serie:

5 fiori tipici del Giappone (Parte 2)
5 fiori tipici del Giappone (Parte 3) da martedì prossimo
5 cose da fare in Giappone in primavera

Cover photo: 雷太 Hanami in Inogashira park via photopin (license)

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