Erano anni che volevo visitare il castello di Schönbrunn, ma non sapevo che avrei scoperto anche quanto l’imperatrice Maria Teresa fosse romantica e amasse la famiglia.

Da riserva di caccia a residenza

La storia di Schönbrunn inizia nel Medioevo, ma solo nel 1600 inizia a essere usato come riserva di caccia. Il nome della zona deriva dalla ‘bella fonte’ (schöner Brunnen) scoperta dall’imperatore Mattia proprio durante una battuta di caccia. I progetti veri e propri per il castello di Schönbrunn iniziarono tra 1600 e 1700, per fiorire sotto il regno di Maria Teresa. Pare infatti che l’imperatrice amasse molto Schönbrunn; è a lei che si deve parecchio di quello che possiamo vedere oggi, giardino incluso. Dalla sua morte il castello venne usato pochissimo e solitamente come residenza estiva.

Schonbrunn front

Come la Hofburg, anche a Schönbrunn Francesco Giuseppe mise le mani. Onestamente preferisco decisamente lo stile di Maria Teresa o Sisi; le idee dell’imperatore in fatto di arredamento e decorazioni sono piuttosto piatte e, seppure in linea con un certo patriottismo e con la sua proverbiale frugalità, rischiano di apparire noiose e ridondanti. Uno dei temi principali è pareti bianche con stucchi dorati e mobili rossi. Mi sono mancati gli affreschi, i legni, le stoffe e i colori, che pure si possono ammirare dove resta la mano delle due imperatrici.

Questa romantica Maria Teresa a Schönbrunn

Molte stanze volute e arredate da Maria Teresa mi hanno fatto capire come questa imperatrice amasse la vita in famiglia. Infatti, seppure riccamente decorate, spesso sono le stanze più piccole, che danno un’idea di intimità. Sono i posti dove si giocava a carte o si faceva colazione, tappezzati di piccole opere della madre, il marito e i figli dell’imperatrice.

La stanza Vieux-Laque, quella che mi ha fatto riflettere sulla parte romantica di Maria Teresa, e la mia stanza preferita di Schönbrunn. La stanza infatti fu trasformata dall’imperatrice in stanza commemorativa alla morte del marito. I pannelli di lacca nera arrivano direttamente da Pechino; le decorazioni variano da paesaggi a fiori e uccellini. Come altre stanze del castello, anche qui le persiane sono chiuse per preservare i materiali. Complice la folla di visitatori, ci vuole un po’ per osservare bene tutti i dettagli, per cui molti si fermano qui più a lungo.

Vieux-Laque roomLa stanza Vieux-Laque. Photo by Dennis Jarvis via flickr.com (CC BY-SA 2.0)

I Gabinetti dell’Estremo Oriente sono due stanze, una rotonda dedicata alla Cina e una ovale per il Giappone. Molti buttano a mala pena un occhio in queste stanze, ma vale veramente la pena di fermarsi a osservare meglio. Insieme alla stanza delle porcellane, servivano a Maria Teresa come salottini per studiare o giocare a carte. Nonostante il nome, i pannelli della stanza sono in legno, dipinto di bianco e azzurro a imitazione delle porcellane. I disegni alle pareti furono realizzati dai famigliari di Maria Teresa, così come gli acquerelli nel Gabinetto delle Miniature e i quadretti nella saletta della colazione.

Altre stanze che meritano

Il salotto dell’imperatrice (Sisi), con panelli bianchi, tappezzerie chiare e mobilia in stile rococò. L’orologio presente qui ha una bellissima particolarità; infatti è posizionato davanti a uno specchio e ha un quadrante sia davanti che dietro, quest’ultimo con le lancette montate al contrario, in modo che si possa leggere l’ora da qualsiasi punto della stanza.

La Grande Galleria, perchè non puoi non immaginarti il frusciare dei vestiti da sera. Un lato del salone affaccia sul giardino, sull’altro una fila di specchi riflette luce e panorama. La sala è lunga 40 m e veiva usata per balli e banchetti. Nel 1961 fu teatro dell’incontro tra JFK e Kruscev.

Great GalleryLa Grande Galleria. Photo by Dennis Jarvis via flickr.com (CC BY-SA 2.0)

Il salone cinese azzurro, con parati realizzati in carta di riso e dipinti a motivi floreali con l’azzurrite. Le scene furono create per educare gli occidentali su aspetti tipici della cultura cinese. Infatti compaiono la coltivazione di riso e tè, l’allevamento del baco da seta e la fabbricazione di porcellane. I tavoli sono stati creati da artigiani fiorentini e arricchiti di pietre preziose. Qui si svolsero i negoziati che portarono alla fine della monarchia nel 1918.

Schönbrunn all’esterno

Il parco del castello ospita diversi giardini e una miriade di attività. I giardini sono tracciati secondo linee precise e in armonia con l’architettura del castello stesso. Il Grande Parterre è costituito da otto aiuole affiancate da statue di pietra; d’estate è facile trovare un paio di chioschetti dove acquistare acqua fresca e gelato. Ai lati del Parterre si aprono gli altri giardini, il labirinto e lo zoo.

Il Giardino del Principe Ereditario rappresentava il parco privato della famiglia imperiale a Schönbrunn. Rispetto al Grande Parterre è meno frequentato e più elaborato; non può mancare una foto sotto il pergolato!

giardino del principe ereditario

Per trasformare completamente l’area intorno a Schönbrunn, fu costruita la fontana di Nettuno; il dio del mare è la figura centrale, circondato da Teti e dai tritoni. Si può girare intorno alla fontana e fare una foto del castello tra gli spruzzi d’acqua.

Salendo sulla collina raggiungiamo la Gloriette, da cui ammirare il panorama. Oggi la Gloriette ospita un cafè che, oltre a offrire un servizio classico, permette di partecipare a una colazione stile Sisi.

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