giappone tassa sui consumi

Vediamo insieme come funziona la tassa sui consumi in Giappone. Al momento, l’imposta è fissa dell’8% su tutti gli articoli e aumenterà al 10% dal 1 ottobre 2019.

Come verrà aumentata la tassa?

Il sistema delle imposte in Giappone può essere considerato simile all’IVA italiana. Negli anni Ottanta, il governo giapponese propose l’attivazione di un’imposta sul consumo, ma fu solo nel 1989 che le negoziazioni tra politici e burocrati ebbero successo e venne introdotta un’aliquota del 3%. Nel 1997 la tassa venne aumentata al 5%; subito dopo il Giappone cadde in recessione, secondo alcuni causata dall’imposta stessa che frenava i consumatori nell’acquisto di nuovi prodotti, come auto o elettrodomestici. I governi successivi decisero di non aumentare ulteriormente l’imposta, fino al 2012, quando venne approvata la legge per l’aumento al 10%. Per non causare malcontenti e per la paura di ricadere in recessione, la tassa sul consumo venne inizialmente indicata all’8%. Il governo Abe ha ritardato due volte l’aumento delle tasse al 10%; inizialmente fino ad aprile 2017 e poi ottobre 2019.

Dove finirà l’ammontare della tassa?

Il governo giapponese ha affermato che l’importo incassato dalla tassa contribuirà a coprire i crescenti costi della sicurezza sociale. Inoltre saranno finanziate l’assistenza medica e agli anziani, l’istruzione prescolare gratuita per tutti e l’istruzione superiore gratuita per gli studenti svantaggiati.

Per quali prodotti la tassa sui consumi resterà fissa all’8%?

Per non gravare sulle fasce di reddito più basse, verrà applicato un sistema di aliquote ridotte all’8%, sempre dal 1 ottobre, per cibi e bevande, esclusi liquori e locali e ristoranti, giornali abbonati pubblicati due o più volte a settimana.

Come funziona la tassa sui consumi per i turisti in Giappone?

Quando acquistate qualcosa in Giappone, di norma i prezzi vanno maggiorati dell’8%. Per esempio, per una bottiglietta al konbini da 100 yen, il totale sarà 108 yen. Tuttavia, per i turisti stranieri c’è una facilitazione: siccome la tassa è sul consumo, tecnicamente per qualsiasi prodotto non consumato potrete ricevere indietro la relativa tassa. È prassi comune soprattutto nei grandi magazzini, ma potrete richiederla anche in altri negozi.

I grandi magazzini hanno solitamente un ufficio, in cui dovrete recarvi con lo scontrino e il passaporto. Fate vedere cosa avete comprato e vi daranno una brochure su come comportarsi e un modulo da firmare. Se siete d’accordo con i termini, e siete qui apposta, l’addetto sigillerà le borse del negozio e vi restituirà l’importo equivalente alla tassa pagata. La condizione assoluta è non aprire le borse finché siete in Giappone; se sono cose piccole, cercate di portarle nel bagaglio a mano.

Prima di prendere l’aereo, staccate le ricevute al banco della dogana.

Per quali articoli posso farmi restituire la tassa sui consumi?

In teoria, qualsiasi prodotto che possa essere consumato, appunto. Dai vestiti agli elettrodomestici, a cibi vari: se non siete sicuri, chiedete ai commessi o guardatevi in giro alla cassa, perché spesso ci sono le brochure di cui parlavo sopra. In alternativa, se siete in un centro commerciale cercate nelle piantine l’ufficio relativo e chiedete a loro.
Le esenzioni sono disponibili su alimenti, bevande, tabacco, medicinali e cosmetici.

C’è un minimo per farsi restituire la tassa sui consumi in Giappone?

Fino a qualche anno fa il limite era più alto, oggi potete farvi restituire la tassa se il singolo oggetto o la singola borsa (nel caso di vestiti o dolci, per esempio) è uguale o supera i 5000 yen tasse escluse e fino a un massimo di 500.000 yen. I prodotti devono essere acquistati nello stesso negozio nello stesso giorno.

Cosa cambia per i turisti dal 1 ottobre 2019?

Semplicemente il conto che dovrete fare per calcolare la tassa, che volendo è più semplice, e ovviamente l’importo da pagare. Per il resto, comportatevi come scritto sopra. Il vero cambiamento è per i residenti, che non possono ricevere un rimborso allo stesso modo dei turisti.

Link utili

Qui trovate tutte le informazioni (in inglese) direttamente dal Ministero delle Finanze giapponese.

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