foglie autunno giappone momijigari

Scopriamo insieme cos’è il momijigari, un’attività molto amata in Giappone per ritrovare il contatto con la natura con l’arrivo dell’autunno.

Cosa significa momijigari?

Momijigari originariamente si riferiva alla caccia a cinghiali e uccelli. Una teoria sull’origine del nome afferma che l’aristocrazia giapponese ritenesse l’andare a raccogliere le foglie autunnali e il cacciare attività simili. Infatti, gari si può tradurre con caccia, ma intesa sia come cattura di animali che raccolta di fiori, foglie e frutta. Momiji, invece, rappresenta le foglie d’acero o, più in generale, le foglie che cambiano colore in autunno. Infatti, se per l’hanami il simbolo è il fiore di ciliegio rosa, per il momijigari è la foglia di acero rosso.

Una leggenda, ripresa sia nel teatro Noh che Kabuki, narra che sul Monte Togakushi a Nagano vivesse un demone donna di nome Momiji. Un giorno, un cacciatore di daini si avventurò per la montagna; a un certo punto, incontrò una donna vestita riccamente che lo invitò a bere del sakè. L’aristocratica era in realtà il demone Momiji e questi i suoi trucchi per stordire e uccidere i viaggiatori, facendoli cadere in un sonno profondo. Questa volta, dopo che Momiji se ne fu andata, una divinità apparve al cacciatore, svelandogli l’identità della donna. Inoltre, gli dona una spada con cui sconfiggerla. Dopo un’aspra battaglia, il cacciatore uccide Momiji, riportando la pace sulla montagna.

Come per molte altre tradizionali attività giapponesi, anche l’origine del momijigari si fa risalire al periodo Edo. Tuttavia, si possono trovare poesie sulla bellezza degli alberi di gingko già nel Manyoshu, la prima raccolta di poesie in Giappone risalente all’ottavo secolo.

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Lo hanami autunnale

In Giappone, la tradizione autunnale del momijigari è amata quanto quella primaverile dell’hanami. Il vantaggio rispetto all’hanami è che si estende per un periodo di tempo più lungo. Spesso i turisti sorvolano, ma se vi va un po’ di introspezione in mezzo alla natura, l’autunno in Giappone è mozzafiato. Dai templi e santuari, ai quartieri più moderni di Tokyo, gli alberi si tingono di rosso, giallo e arancione.

Un’altra differenza è che la stagione inizia nel nord: a seconda della temperatura e della zona, è possibile fare momijigari in diversi periodi dell’autunno. L’inizio di settembre segnerà l’inizio della stagione del momijigari in Hokkaido, mentre durerà fino a fine novembre nel Kyusyu. Le foglie cambiano gradualmente colore in tutte le prefetture; a Tokyo inizia a ottobre e dura fino a dicembre.

Tanto come per l’hanami, tv e siti web si lanciano in previsioni su inizio e durata della stagione. E ancora, in molti parchi e templi si terranno eventi diurni e notturni oppure tour di intere aree.

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I cibi del momijigari

Come sempre in Giappone, la parola d’ordine è cibo di stagione! In linea di massima potrete trovare, oltre a funghi e zucche, castagne e patate dolci – cercate i carretti in giro per le città. Dalle pasticcerie tradizionali, a quelle dei centri commerciali, a supermercati e konbini; comprate qualcosa per voi o un souvenir per chi vi aspetta a casa.

Ovviamente, in questo periodo in cucina le foglie d’acero la fanno da padrone. Un piatto comune è la tempura: le foglie vengono salate, zuccherate, impastellate e fritte. Oppure potete provare i momiji manju, delle tortine ripiene di marmellata di fagioli rossi, a forma di foglia d’acero (in foto). Ripieni alternativi sono crema pasticcera, tè verde e cioccolato.

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Vi piace l’autunno? O preferite visitare il Giappone in primavera? Scrivetemelo nei commenti o su Facebook!

A martedì prossimo con la serie su Halloween in Giappone!!!

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