kotatsu arte autunno inverno

Non c’è niente di più cozy in Giappone che passare le fredde giornate dell’inverno sotto il kotatsu a mangiare mikan e pocky: scopriamo insieme cos’è il kotatsu e quando tirarlo fuori!

Cos’è il kotatsu: l’ideale per l’inverno in Giappone

Si fa risalire l’uso del kotatsu al periodo Muromachi (1336-1573). All’inizio kotatsu e focolare domestico erano un tutt’uno, e il carbone era il metodo principale per cucinare e scaldare casa. Il focolare consisteva in una cornice al cui interno veniva posto il carbone. Solo nel periodo Edo (1603-1868) comparve una versione più simile a quella che conosciamo oggi, cioè un telaio su cui stendere una trapunta (oki) che trattenga il calore. La struttura del kotatsu venne modificata diverse volte; una tipologia era l’horigotatsu, in cui il pavimento era scavato. Ciò permetteva di sedersi in modo più confortevole con le gambe sotto la trapunta.

Dall’horigatsu discende direttamente il kotatsu mobile, nato dopo l’introduzione dei tatami nelle case giapponesi. La differenza stava principalmente nella posizione del carbone, che veniva messo in un contenitore di terracotta all’interno della cavità nel pavimento. Questo ovviamente rese il kotatsu indipendente dal focolare e facilmente installabile e spostabile.

Nei primi anni del Novecento, cominciarono a essere introdotti i kotatsu elettrici, ma senza molta fortuna. Uno dei motivi principali del cambiamento fu l’alto tasso di intossicazioni da monossido di carbonio, soprattutto tra i bambini. A metà del XX secolo il carbone fu sostituito con l’elettricità come fonte di riscaldamento. Le caratteristiche di questi kotatsu li hanno resi estremamente popolari: facili da spostare e da mettere in un punto qualsiasi di casa senza scavare il pavimento.

Foto di irisgazer @flickr.com – Kotatsu in casa di un mercante a Iwami

Perchè il kotatsu è così popolare in Giappone?

Il kotatsu non è considerato un elemento di arredamento essenziale. Spesso è più facile trovarlo in case arredate in modo tradizionale, o in cui ci sia una stanza in stile giapponese. Se lo spazio in casa è poco, infatti, molti giapponesi tendono a preferire un arredamento occidentale o misto, magari con il futon, ma con un tavolino o una scrivania all’occidentale. A volte, il tavolino del kotatsu può essere usato, senza coperta, come tavolino da caffè.

Oltre all’essere ormai parte della tradizione, il kotatsu offre diversi vantaggi, specialmente per chi vive nelle case più vecchie. Queste infatti hanno poca o nessuna forma di isolamento termico, il che le rende difficili e costose da riscaldare. E anche negli appartamenti più nuovi è difficile trovare i termosifoni, in favore dei condizionatori, che però scaldano in modo più mirato consumando di più.

Per questo il kotatsu è ancora così amato. L’equivalente italiano del kotatsu sarebbe avvolgersi in una coperta sul divano, ma ovviamente l’esperienza è totalmente diversa. Il kotatsu può essere usato per studiare, leggere, cenare o far merenda, guardare un film o altro. State attenti a non addormentarvi, però, non è molto salutare. Ci sono attività precise che potete fare standovene sotto il kotatsu e le vedremo in un altro articolo.

gatto kotatsu invernoFoto di Kotaro intends @photozou.jp

Gatti e kotatsu

I gatti, si sa, amano il calduccio e i posti coccolosi, e il kotatsu non fa eccezione. L’anno scorso, un’azienda della prefettura di Wakayama ha pensato di mettere sul mercato un kotatsu per gatti e includere nell’offerta una scatola di mikan. L’idea è stata del dirigente dell’azienda, amante dei gatti e desideroso di promuovere varietà locali meno conosciute di mikan. E ha avuto ragione: in un mese sono stati venduti quasi 1.000 kit.

Il prodotto si chiama neko to kotatsu to omoide mikan (il gatto, il kotatsu e i memorabili mikan), ed è costituito da un semplice kit di cartone semplice e rapido da montare. Il kotatsu per gatti è grande circa la metà di quello tradizionale e non ha un radiatore. Insieme, l’azienda ha offerto una scatola da 5 kg di mikan, per un costo totale di 3.922 yen, tasse escluse, che in giapponese è un gioco di parole per “grazie, micio”.

Uno degli obiettivi dell’azienda è quello di promuovere la regione locale e i suoi prodotti. Infatti, le varietà di mikan offerte sono state Tenda, Habu e Arida, per cui è nota la prefettura di Wakayama. L’altro ovviamente quello di far giocare e divertire i nostri amici felini. Inoltre, il 2% delle vendite è stato destinato a Neco Republic, che opera neko cafè con gatti salvati dalla strada tra Tokyo e Osaka.

Dal suo debutto online, le immagini dei gatti dentro o vicino al kotatsu sono diventate virali su Twitter e Instagram, creando una vera e propria moda.

kotatsu inverno giapponeFoto di non-euclidean photograph @flickr.com – Stanza al Rengejoin

Quando si tira fuori il kotatsu?

Il giorno in cui si tira fuori il kotatsu è convenzionalmente il giorno del cinghiale;nel calendario cinese, il dodicesimo giorno in un ciclo di dodici giorni. Nella tradizione buddhista, il cinghiale è considerato il servitore della divinità del fuoco Marishiten, e quindi in grado di controllare il fuoco. Per questo, usare il kotatsu dal giorno del cinghiale in poi significava pregare affinché la casa fosse protetta dagli incendi.

Nel periodo Edo, i samurai usavano il kotatsu dal primo giorno del cinghiale nel mese del cinghiale; le persone comuni invece dal secondo. Usando il calendario attuale, il primo giorno utile per il 2019 è il 10 novembre, il secondo il 22 novembre. Ovviamente, oggi le distinzioni di classe non esistono, ma è possibile che in regioni più fredde il kotatsu venga usato già da ottobre.

 

Adesso che sapete cos’è, vi piacerebbe passare l’inverno in Giappone al calduccio sotto il kotatsu? Scrivetemi qui o su Facebook!

 

Cover photo: Yumeji Takehisa [Public domain], via Wikimedia Commons

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